Il passato da nerd e l'attivismo sociale che promuovo contribuiscono alle mie preoccupazioni circa lo scandalo di Cambridge Analytica, Facebook e le campagne delle elezioni americane e della brexit.

Ritengo essere un utente piuttosto attivo sui socials network, in questo ultimo periodo ad utilizzo in particolae Facebook ed Instagram.

Da quando ricopro il ruolo di sindaco di Stregna e dall'esperienza di notizie opportunamente travisate 1, ho iniziato a cambiare sostanzialmente l'utilizzo di tali strumenti. Non partecipo alle discussioni, se non molto saltuariamente e in maniera superficiale, ma cerco di condividere solo le notizie la cui fonte è riscontrabile anche all'esterno dei socials e supportate da un sito internet esterno afffidabile.

Non ho mai partecipato e compilato simpatici e/o stupidi quiz online su quelle piattaforme. Alla luce di quello che è emerso in questi giorni, sono felice di affermare che il mio profilo psicometrico può essere stato costruito solamente dai like e dal materiale che condivido, comunque non è poco.

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A partire dagli ultimi due anni tutti abbiamo notato che i socials network sono stati sommersi da notizie e false. La tecnica che ho utilizzato è stata quella di disattivare la pubblicazione sulla mia timeline di buona parte delle notizie provenienti dai contatti e pagine che contribuivano a questo in maniera compulsiva, fino a non seguire più la totalità delle informazioni che pubblicano. Ad alcuni contatti ho proprio tolto l'amicizia. Le "vittime" di questa lunga e costante operazione credo siano state diverse e diverse decine, anche mio malgrado qualcuno che è stato comunque eletto alle ultime politiche!

La mia timeline per certi versi è diventata noiosa, ma pian piano sono riuscito a fare emergere le notizie e le informazioni dai contatti che ritengo più interessanti.

In qualche occasione ho pensato di rimuovermi da facebook, ma lo ritengo comunque un ottimo strumento di analisi ed apprendimento. Buon esempio sono le pagine gestite professionalmente come friuliveneziagiulia.turismo o altre simili.

Ora che tali scandali emergono sui mass media, noto lo smarrimento delle persone con le quali mi capita di affrontare tale argomento. Se non altro sorgono dei dubbi sulle puttanate che hanno contribuito a diffondere e su quanto siano affidabili le fonti dalle quali le hanno prese.

Anche i dati sul crollo d'interesse sui socials di molti e la conseguente diminuizione di utenti attivi dovrebbe farci riflettere, d'altro son felice di non aver abbandonato questo ed altri blog, e di aver puntato sulla crescita di seppur piccole newsletter.

La cosa che comunque più mi affascina è l'aspetto scientifico della cosa, di quanto modelli statistici flessibili possano raggiungere tali risultati.

Un buon punto di partenza dove approfondire quello che ci sta fin troppo inconsapevolmente accadendo è La politica ai tempi di Facebook pubblicato nel gennaio 2017 da Internazionale.

Un caro saluto.
LP