Come siamo arrivati all'associazione fondiaria #Stregna? #vallidelnatisone

È interessante ogni tanto analizzare qual è la strada che ha portato ad un risultato. Piccolo o grande che sia sarà solo il tempo a giudicarlo. Riassumo quali sono i passi che ci hanno condotto alla costituzione dell'assocazione fondiaria Valle dell'Erbezzo.

primo accenno nell'estate 2013

Quando nel 2013 il Movimento FreePlanine sosteneva la tutela dei prati stabili di Tribil Inferiore dall'edificazione, uno dei più notevoli incontri/coinvolgimenti è stato quello con il prof. Livio Poldini (prof. em. di ecologia vegetale dell'Università di Trieste).

Tra le prime conferenze tenute dal professore in comune di Stregna ci fu quella sulle specie aliene invasive. Sotto la guida del professore, cogliemmo l'occasione per un'escursione nei boschi dietro la frazione di Dughe. Era del gruppo anche il dottore forestale Gabiele Iussig, originario di Savogna ed all'epoca impegnato in un dottorato sui temi dei pascoli in collaborazione con il prof. Andrea Cavallero dell'università di Torino. Così tra un rilievo e l'altro fu accennata la possibilità di costituire un'associazione fondiaria sul modello francese, realtà che stava prendendo piede in piemonte per la prima volta in Italia.

svolta ad inizio 2015

A maggio 2014 si svolsero le elezioni comunali a Stregna, tra una cosa e l'altra, mi ritrovai a guidare l'amministrazione comunale di Stregna. Risale quindi a febbraio con la pubblicazione del giornalino informativo Insieme per Stregna Migliore una prima traccia all'interesse dell'amministrazione comunale a riaffontare il tema del frazionamento fondiario e della multiproprietà.

Un ulteriore stimolo ad approfondire l'argomento fu la scadenza per la presentazione delle domande di contributo ai sensi della legge regionale 16/2006 sui temi della razionalizzazione fondiaria e dei progetti di insediamento produttivi agricoli. Fu in questa occasione che iniziammo a valutare queste possibilità e la loro applicazione sul territorio comunale.

Valutammo quindi di organizzare una conferenza pubblica su questi temi. Si trattò della legge 16/2006 ed al Piano Paesaggistico Regionale, ed il prof. Cavallero presentò alla comunità di Stregna anche le possibilità legate alla costituzione di un'associazione fondiaria.

La conferenza ebbe un notevole successo di partecipazione che si trasformò subito in un interesse da parte di alcuni cittadini ad approfondire l'aspetto dell'associazione fondiaria. L'interesse fu spinto anche dalle possibilità previste dalla legge regionale n. 10/2010 per il recupero dei terreni abbandonati, che iniziava a concretizzarsi a Stregna scontrandosi sempre con il solito problema del frazionamento dei terreni e delle multiproprietà.

negli ultimi mesi

Raccolta la bozza dello statuto sul modello piemontese di Carnino, l'amministrazione di Stregna iniziò una fruttuosa concertazione con le due associazioni di agricoltori Coldiretti e Kmečka Zveza: è stata piuttosto notevole e fruttuosa la mattina passata a Stregna insieme a loro in diretta streaming con il prof. Cavallero ed il dott. Iussig da Torino.

Nel frattempo un altra piccola rivoluzione stava entrando a Stregna: entrammo infatti in contatto con un pastore che cercava spazio per il suo centinaio di pecore tirolesi. Credo che pian piano questo genere di realtà troverà spazio dentro l'associazione fondiaria, e questo ha certamente aiutato a sostenre la curiosità della gente sull'argomento.

qualche riflessione sull'associazione fondiaria, cosa non è e cosa è?

Un paio di aspetti devono essere chiari per tutti quelli che entreranno come soci nell'associazione fondiaria:

  • non guadagneranno un euro per il solo fatto di aver concesso la gestione dei loro terreni all'associazione: chi pensa di trarci profitto senza qualche ora di sudore è proprio sulla strada sbagliata.
  • non ha troppo senso cedere in gestione all'ASFO terreni che di fatto sono già mantenuti in buone condizioni, sfalciati e curati, con qualcuno che ci lavora sopra e che ha l'intenzione di continuare a lavorarci.

Ci siamo accorti però che nel comune di Stregna, ma credo anche in gran parte delle Valli del Natisone, è piuttosto anti-economico il mantenimento e dello sfalcio di fondi particolarmenti scoscesi o particellizati. In questi ultimi anni capitava sovente che i propietari si dedicassero allo sfalcio solamente per limitare il degrado in prossimità dei paesi, abbandonando sul fondo la biomassa, magari perfino pagando fior di euro qualcuno che lo facesse per loro. Questo evidentemente non è sostenibile.

Se l'iniziativa dell'ASFO dovesse crescere questi sono indicativamente gli obiettivi che si pone a breve/medio termine:

  • pascolo di caprini e bovini sui fondi abbandonati e/o semi-abbandonati
  • recupero nei termini della LR 10/2010 dei fondi in evidente stato di abbandono.

Ciò evidentemente non preclude altri scenari, ugualmente auspicabili, ma a breve termine raggiungibili con qualche difficoltà (culturale!) in più da affrontare, cioè:

  • il pascolo di un un elevato numero di animali sulle superfici prative estese
  • la selvicoltura di ampie superfici di fondi boschivi.

Per quel che riguarda il primo punto, mi auguro che in futuro ci sarà comunque qualcuno che continuerà a sfalciare ampie superfici, dopotutto lo stoccaggio di foraggio per bovini e caprini è necessario per le stagioni invernali. Ciò non toglie che porzioni notevoli di prati stabili possano essere dedicati al pascolo estensivo.

La gestione invece degli aspetti selvicolturali è più delicata, trattandosi questo di un aspetto economico di rilievo. Proprio in questi giorni stiamo però valutando le modalità di gestione dei boschi dove sono presenti gli usi civici o le vicinie, come ad esempio in ampi territori della carnia.

Saluti
LP