L'intervento in consiglio sulla sfiducia e l'inno all'italianità di Gaber #Stregna

Nel consiglio comunale di Stregna di ieri 5 febbraio 2015 si è discussa una mozione di sfiducia nei miei confronti, presentata dalla minoranza consigliare. Riporto di seguito il mio intervento:

La canzone di Giorgio Gaber "Io non mi sento italiano" è un inno all'italianità, come ha anche sottolineato nella risposta ad un'interrogazione in consiglio la Giunta Regionale:

"Le Valli del Natisone, ..., sono un'area dalle radicate tradizioni di accoglienza, tolleranza e democrazia. Valori comuni anche alla discografia di Giorgio Gaber e a quel paradossale inno all'italianità che è rappresentato da "Io non mi sento italiano". L’auspicio dell’Amministrazione Regionale è che tutti gli esponenti politici di quel territorio, dal sindaco di Stregna ai consiglieri comunali, provinciali e regionali, ispirino la loro azione amministrativa e politica a quei valori condivisi, superando quel clima di tensione e scontro sui temi della minoranza che attualmente si registra".

Ciò che abbiamo voluto sottolineare è il nostro dissenso nei modi della destra nazionalista: non siamo affatto rappresentati da chi discrimina i cittadini, le associazioni ed i giornali in base alla tutela o meno che le norme della minoranza linguistica garantiscono.

L'italianità che noi rappresentiamo si basa invece sul rispetto, la tolleranza e la convivenza delle diversità, principi sanciti dalla Costituzione Italiana, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.

A proposito dell'affermazione "lavoro come amministratore per la minoranza linguistica slovena e per gli italiani", confermiamo le posizioni assunte al nostro insediamento: l'impegno è rivolto a garantire gli interessi di tutti i cittadini, che si riconoscano o meno nella minoranza linguistica slovena, senza alcuna discriminazione.

In merito ai contenuti dell'intervista radiofonica "trovo altamente scorretto utilizzare le carenze culturali delle popolazioni, soprattutto delle Valli del Natisone, dove sappiamo che le persone più anziane non hanno elevati livelli d'istruzione, per cercare di costruire consenso con questo genere di polemiche", le carenze culturali alle quali ci si riferiva sono relative a chi volutamente travisa i concetti di lingua, cittadinanza e nazionalità, sfruttando queste ambiguità per fini politici.

Le iniziative come quelle sollevate dalla minoranza consigliare di Stregna e dal suo seguito sottraggono tempo prezioso ai dipendenti comunali ed agli impegni della quotidianità, pregiudicando inevitabilmente l'erogazione dei servizi ai cittadini.

Nella campagna mediatica delle ultime settimane, un ringraziamento è per chi ha sostenuto le nostre posizioni: all'assessore regionale Torrenti, al vice-presidente del consiglio regionale Gabrovec ed ai consiglieri provinciali Dorbolò e Simeoni.

Riteniamo che le uniche scuse debbano venire da chi, per ignoranza od opportunismo politico, non ha approfondito l'argomento nel modo corretto, fermandosi alla superficialità del titolo di una canzone e fuorviando i cittadini dalla corretta interpretazione di tutto il testo.

Saluti
LP