Sui risultati delle elezioni 2014 a Stregna e nelle Valli del Natisone

A poco più di una settimana dai risultati delle elezioni comunali ed europee del 25 maggio 2014 a Stregna e nelle Valli del Natisone, mi prendo la libertà di commentarne l'esito anche alla luce degli articoli pubblicati negli ultimi numeri dei giornali NoviMatajur e Dom:

Editoriale del Dom, del 30 aprile 2014

A Stregna

Il risultato che abbiamo raccolto a Stregna è molto positivo. L'amministrazione Veneto, che si ripresentava dopo un solo mandato con un vantaggio di +8 preferenze nel 2009, nonostante le centinaia di migliaia di euro portati a Stregna e l'aver insistito ancora sulla questione anti-slovena, ha peggiorato il suo consenso quasi in maniera determinante. In molti su questo dovrebbero riflettere, sono convinto che nel caso il sindaco Veneto dovesse continuare sulla strada intrapresa la scorsa legislatura, non considerando l'opinione di quel 50% -1 di persone che non l'hanno sostenuto, tra 5 anni la situazione si capovolgerà.

Onestamente, non cederò mai il passo sugli argomenti che mi stanno cari, quali la tolleranza nei confronti delle minoranze e la tutela del territorio, almeno fino a quando non constaterò evidenti segni di apertura su questi temi.

Qualche errore l'ho commesso pure io, tra i miei sostenitori ritengo che alcune candidature alla carica di consigliere sarebbero dovute essere state più incisive.

Nelle Valli del Natisone

La "manita" 5-0 è proprio una sberla in faccia a noi candidati di centro-sinistra.

La visita durante la campagna elettorale del presidente della Regione Debora Serracchiani ha certamente influenzato positivamente il risultato delle elezioni europee, non credo però che abbia recato un danno ai candidati che è venuta a sostenere. In maniera magari poco significativa, sono convinto ci abbia portato un giovamento.

Ho già avuto modo di manifestare il poco coraggio che le testate giornalistiche locali (NoviMatajur, Dom, e Messaggero Veneto) hanno espresso in occasione della visita nelle Valli della Presidente Serracchiani. Ritengo infatti che questo avrebbe potuto far aumentare il consenso di questa parte politica, anche se, alla luce dei risultati, in maniera non determinante.

La questione della minoranza linguistica slovena, piuttosto che dell'identità natisoniana, dopo 10 anni hanno sempre più peso nelle elezioni amministrative comunali delle Valli del Natisone. Questo per me è un male.

Infine, una critica al quindicinale Dom, che mantenendo delle posizioni neutre ed ostentando anche ora la tolleranza nei confronti della minoranza linguistica slovena, raccoglie ciò che semina, cioè nulla. Mentre apprezzo l'intevento sull'ultimo numero di Don Marino Qualizza, in contrasto alla questione della messa in sloveno sollevata dal giornale "La voce del Friuli orientale", gli suggerisco di interpellare sullo stesso argomento tutti e soli i sindaci di centro-destra neoletti che hanno trovato spazio su quelle pagine durante la campagna elettorale. Più che "un dilemma per sindaci e consiglieri" (cit. il titolo dell'articolo sopra), mi sembra un dilemma per la linea editoriale del quindicinale sloveno.

Nonostante l'aver conquistato 5 amministrazioni comunali, l'area di centro destra non ha troppo da festeggiare. Il successo del Partito Democratico alle elezioni europee, già alla guida della nostra regione con la presidente Serracchiani, i buoni rapporti con esponenti di rilievo, quali il Presidente del consiglio regionale Franco Iacop ed il capogruppo Cristiano Shaurli, mi fanno comunque ben sperare.

LP