FreePlanine: la variante di Stregna in Parlamento Europeo

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Nel mese di dicembre 2013 l'eurodeputato Oreste Rossi, membro della Commissione ENVI (per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare) ha presentato un'interrogazione a risposta scritta (E-014296/2013) al Parlamento europeo. Sono stati richiesti chiarimenti in merito alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica alla quale la variante urbanistica di Stregna non è stata assoggettata prima della sua approvazione in consiglio comunale, avvenuta lo scorso settembre 2013.

Lo stesso tema è stato affrontato anche da un'osservazione presentata al Comune di Stregna dal Movimento FreePlanine.

L'interrogazione dovrebbe essere evasa entro un paio di mesi dalla presentazione.

Ringrazio fin da ora l'onorevole Oreste Rossi ed il suo staff per il sostegno alla tutela dei prati stabili di Stregna. Il testo dell'interrogazione:

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-014296/2013

alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

Oreste Rossi (PPE)

Oggetto: Irregolarità nella procedura di Valutazione Ambientale Strategica in Friuli-Venezia Giulia

A Stregna, un comune italiano della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia, nel 2012 l'amministrazione comunale ha avviato l'iter per una variante al Piano Regolatore Generale Comunale. Il documento, da poco approvato, prevede di rendere edificabile una vasta porzione di territorio agricolo inizialmente inedificabile, comprese ampie superfici a prato stabile e boschive. Fin da subito sono state presentate numerose osservazioni di contrarietà alla variante urbanistica, anche da alcune associazioni del territorio, compresa la maggiore rappresentanza provinciale degli agricoltori. Tra i dubbi sollevati, si segnala che la variante sostanziale non è supportata da una corretta e completa procedura di Valutazione Ambientale Strategica, così come prevedono la direttiva 2001/42/CE e il decreto legislativo n° 152/2006 di recepimento, in particolare:

– non contiene una valutazione corretta e oggettiva degli impatti ascrivibili alle azioni della variante;

– non riconosce il valore e la vulnerabilità degli ambiti assoggettati alla variante, interessati dalla presenza di speciali caratteristiche paesaggistiche e ambientali (habitat di interesse comunitario da salvaguardare ai sensi della direttiva comunitaria habitat 92/43/CEE);

– è priva di valutazioni attendibili in ordine ai criteri fondamentali fissati dall'allegato II della direttiva comunitaria e dall'allegato 1 alla parte seconda del decreto legislativo n° 152/2006 di recepimento;

– è priva degli atti di competenza dell'autorità competente e non prevede alcuna richiesta di pareri dei soggetti competenti in materia ambientale;

– non è stata preventivamente messa a disposizione del pubblico interessato affinché possa esprimersi.

Nonostante ciò, pur recependo le riserve regionali e riducendo l'edificabilità a circa 20 ettari di territorio agricolo, la variante urbanistica è stata approvata e confermata dalla giunta regionale.

In considerazione di quanto sopra indicato, può la Commissione far sapere se nel caso in esame:

1. ritiene che la direttiva 2001/42/CE sia stata correttamente considerata e applicata nella procedura di variante sostanziale;

2. se il mancato recepimento della direttiva 2001/42/CE possa invalidare l'atto di approvazione della variante?