FreePlanine: Variante 3 al PRGC di Stregna, approvata per sfinimento?

Il consiglio comunale di Stregna ha votato a maggioranza la delibera di approvazione della variante 3 al Piano Regolatore Generale Comunale. La discussione del punto all'ordine del giorno è stata lunga ed articolata anche grazie all'ottima opposizione manifestata dal gruppo di minoranza consigliare ed in particolare dai consiglieri Davide Clodig e Claudio Garbaz. Messo il punto anche a questo capitolo, possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti del risultato raggiunto.

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I contenuti della delibera di approvazione

Lo scempio che la maggioranza del sindaco Mauro Veneto stava per compiere, cioè rendere edificabili quasi 190 ettari di territorio agricolo ed in particolare i prati stabili più ampi delle Valli del Natisone, è stato limitato.

La proposta inizialmente adottata è stata rivista in modo significativo se non altro per quello che riguarda la zonizzazione. Le aree edificabili risultato essere ridotte ora a poche decine di ettari, identificate nella normativa con aree prative marginali, cioè quelle fascie a margine del prato di recente colonizzazione boschiva.

Risulta però che aldilà della zonizzazione poco altro è stato fatto. Per quanto concerne gli indici urbanistici sono state introdotte variazioni poco significative delle altezze, piuttosto che dei lotti minimi, ad esempio rimasti inalterati a 3000mq per quello che riguarda gli agriturismi.

Ciò che più sconvolge è stata la nuova introduzione della norma sul commassamento, se questa modifica dovesse diventare definitiva solamente il 6% della superficie fondiaria è necessario che sia dislocata nel territorio comunale, il resto potrebbe essere sparso su tutto il territorio nazionale!

L'opposizione della minoranza

Le argomentazioni di contrasto della minoranza consigliare si sono sviluppate su due fronti: correttezza delle procedure, proposta di modifica delle norme tecniche di attuazione e della zonizzazione.

Sono state sollevate motivazioni che hanno cercato di dimostrare la necessità di riadozione della proposta: mancanza del parere geologico e della procedura di avvio della Valutazione Ambientale Strategica piuttosto che le conseguenze che sarebbero dovute alla modifica in corsa degli obiettivi e delle strategie di variante richieste dalle riserve regionali vincolanti.

Successivamente sono state discusse delle modifiche alle norme proposte atte a limitare gli impatti delle nuove edificazioni: ad esempio, modifica della zonizzazione con riconoscimento dell'effettiva superficie boschiva, aumento del lotto minimo, limitazione del commassamento fondiario.

Tutto cassato, ovviamente.

Il comportamento della maggioranza

Tra tutti i dubbi procedurali sollevati, la maggioranza consigliare ha genericamente risposto che non aveva le competenze necessarie o interpretative per valutare correttamente le normative regionali e nazionali.

Significativo è stato anche l'inesitente contributo del nuovo segretario comunale (prima volta la sua in consiglio a Stregna), che più volte sollecitato a dare l'interpretazione corretta ha sempre demandato agli organi regionali tali competenze, limitandosi a compilare il verbale.

Commenti

È chiaro che il sindaco Mauro Veneto non si è preso la briga di approfondire e prendere una posizione chiara in merito ai numerosi dubbi sollevati. La fretta di liberarsi di questa patata bollente della Variante 3, dopo un anno e mezzo dall'inizio dell'iter con tre convocazioni per l'adozione e due per l'approvazione, è tanta.

Circa le competenze dal sindaco e dal segretario rimandate agli organi regionali, mi preme solo ricordare che in occasione dello scorso rinvio dell'approvazione, legata alla mancata pubblicazione sull'albo pretorio della delibera di adozione, la regione non aveva eccepito su responsabilità che sono proprie solamente dell'amministrazione comunale, simile a quelle sollevate durante l'ultima discussione.

Che la vicenda sia conclusa è tutto un dire, ora tocca alla regione esprimersi sul superamento delle riserve da lei espresse. Sono infatti numerose le richieste regionali affrontate superficialmente o non considerate affatto dall'approvazione, come il mancato inserimento nella zonizzazione delle aree degradate da recuperare ai fini della LR n.10/2010 o la definizione degli obiettivi e delle strategie per le “Aree di pregio paesaggistico”.

Per quel che riguarda il Movimento FreePlanine, ed in generale chi si oppone a questa variante urbanistica, così a fresco non o indicare che strada intraprenderemo. Le alternative sono numerose, da quelle più tecniche (segnalazioni, esposti o ricorsi agli enti sovraordinati) a quelle più politiche per cercare di mantenere elevata l'attenzione dell'opinione pubblica sull'argomento.

Prossimamente mi riservo di pubblicare i contenuti tecnici della delibera di approvazione.

Posso, come sempre, garantire che sarà intrapresa ogni strada necessaria per salvaguardare e proteggere quello che è uno dei paesaggi più caratteristici del comune di Stregna e delle Valli del Natisone.

Saluti,

LP