FreePlanine: le ultime osservazioni sulla VAS ed il commassamento alla variante 3

[caption id="attachment_3382" align="aligncenter" width="590"]Dal Kries di Tribil di Sotto, immagine tratta dal sito http://www.grottacontinua.org/ Dal Kries di Tribil di Sotto, immagine tratta dal sito www.grottacontinua.org[/caption]

Lo scorso 31 agosto 2013 sono scaduti i termini (per la terza volta!) di presentazione delle osservazioni alla variante 3 al PRGC di Stregna.

Gli argomenti affrontati in queste ultime osservazioni sono i contenuti della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e sul commassamento dei fondi ai fini dei volumi edificabili.

In particolare, a proposito del commassamento, abbiamo ritenuto presentare delle osservazioni a riguardo in quanto, nella proposta di approvazione presentata dall'amministrazione di Stregna lo scorso luglio, è comparsa una norma che permette espressamente la cumulabilità dei fondi anche al di fuori del territorio comunale di Stregna.

Di seguito i testi delle osservazioni presentate da me e dalla minoranza consigliare.

E ci saranno ancora molte cose da dire!

L'osservazione sulla VAS:

All'attenzione del Sindaco

del Comune di Stregna

Oggetto: Osservazione sulla Verifica di assoggettabilità a VAS

Il sottoscritto Luca Postregna, portavoce del Movimento FreePlanine per la tutela dei prati di Stregna, chiede ti tenere presente la seguente osservazione in seguito alla procedura di adozione della Variante 3 al Piano Regolatore Generale Comunale.

La procedura di Valutazione Ambientale Strategica della Variante 3 è stata espletata con assoluta leggerezza, essendo completamente assente nella delibera di adozione ogni riferimento alla procedura di VAS ed alle determinazioni assunte dall’autorità competente in ordine alla verifica della significatività dell’impatto sull’ambiente della Variante 3, così come non è presente l’avvio formale della procedura né l’individuazione di soggetti competenti in materia ambientale a cui richiedere i relativi pareri.

In ordine ai contenuti dell'elaborato di cui all'oggetto, la verifica condotta risulta oltremodo superficiale ed approssimativa. Si analizzano di seguito alcuni fattori ambientali considerati dalla Verifica di Assoggettabilità.

BIODIVESITA' - FLORA E FAUNA

É innanzitutto da rilevare che nella Verifica di Assoggettabilità non è presente alcuna informazione in ordine ai valori ecologici e vulnerabilità delle aree interessate dalla Variante e all'identificazione delle tipologie di habitat della flora e della fauna, così come prescrive il punto b) dell'allegato I "Criteri per la verifica di assoggettabilità di piani e programmi" alla parte seconda del D.Lgs. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni.

Si richiede pertanto che la Verifica sia integrata da tale documentazione espressamente prevista dalla legislazione vigente.

Per quanto attiene l'estensione degli effetti indotti è da premettere che il territorio interessato costituisce il 10% circa dell'intero territorio comunale. Ma se consideriamo le aree prative esso comprende oltre l'80% delle estensioni maggiormente significative, in particolare presso Tribil Inferiore.

Considerato che i prati stabili si assestano ai vertici della graduatoria della biodiversità dei diversi habitat presenti (si veda la loro inclusione nella classe di valore ecologico "alta" secondo la Carta della natura del Friuli Venezia Giulia dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e che per l’importanza naturalistica e paesaggistica sono inseriti tra gli habitat di interesse comunitario da salvaguardare ai sensi della Direttiva Comunitaria Habitat (92/43/CEE), non appare giustificata la valutazione prodotta che prevede un "effetto trascurabile" ed ancora "le modifiche non influiranno sulla biodiversità in quanto esse riconoscono una suscettività di fatto già in atto".

L'effetto potenziale della Variante è in realtà quello di ridurre in modo molto significativo habitat di interesse comunitario, di alto valore ecologico, con effetti irreversibili sulla loro consistenza e sulla conservazione della biodiversità e ciò in contrasto con una specifica direttiva comunitaria.

Il riconoscere la suscettività già in atto contrasta anch'esso con la Direttiva Comunitaria sopra citata il cui scopo è quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri, che impone l'adozione di specifiche misure di mantenimento, conservazione e ripristino.

Come ha segnalato al Movimento FreePlanine il Professore emerito Livio Poldini dell’Università di Trieste le superfici prative infatti “supportano una parte considerevole della biodiversità locale” ed è compito delle comunità locali quello di preservare tali formazioni.

Si richiede pertanto che in sede di VAS si produca una preventiva corretta e puntuale verifica degli effetti della Variante sui fattori ambientali "biodiversità" e "flora e fauna".

SUOLO

É quantomeno sorprendente l'affermazione contenuta nella Verifica di Assoggettabilità secondo la quale "la possibilità di realizzare fienili e/o strutture per agriturismo può comportare un maggior consumo di suolo" soprattutto se si considera l'ampiezza dei potenziali effetti della Variante che, come già detto, si estendono a circa il 10% della superficie comunale. In altre parole si può quantificare in più di uno per ciascuno dei residenti del Comune di Stregna i nuovi edifici realizzabili secondo le nuove previsioni urbanistiche.

Come per le altre analisi e valutazioni mancano sempre i dati e le informazioni di base che riguardino, nel caso specifico, i complessivi parametri quali superfici territoriali e fondiarie, superfici coperte, volumi edificabili, ecc. Evidentemente in assenza di tali dati di base è difficile credere che la valutazione sia stata operata con criteri di trasparenza e di oggettività.

Si richiede pertanto che la Verifica sia integrata da tale documentazione espressamente prevista dalla legislazione vigente.

Nel merito, appurato che le previsioni della Variante comporteranno un potenziale elevato consumo di suolo, l'ulteriore affermazione che "si tratta di funzioni compatibili con la zona di appartenenza e limitate nel possibile sviluppo" pone interrogativi in ordine al significato attribuito al termine "compatibilità". Essendo nell'ambito della VAS si dovrebbe intendere compatibilità ambientale, ma di tale tematica non si ravvisa alcuna analisi e valutazione specifica. Nulla che riguardi, ad esempio, la disponibilità di reti tecnologiche e viabilità di supporto ai nuovi insediamenti, nulla sulla disponibilità di approvvigionamento idrico e sistemi di depurazione delle acque reflue, ecc. ecc.

Non prendiamo in considerazione l'ipotesi che si intenda di compatibilità urbanistica in quanto è talmente evidente che la VAS non può in alcun caso giustificarsi mediante lo strumento urbanistico che è oggetto stesso della valutazione.

La limitatezza nel possibile sviluppo pone un ulteriore elemento di incertezza interpretativa in quanto sembra attenere ad ulteriori previsioni urbanistiche future rispetto alla Variante 3, in quanto con quest'ultima sono stati posti precisi limiti urbanistici agli insediamenti previsti.

In conclusione la valutazione di un effetto "trascurabile" a seguito di un "limitato consumo di suolo" così come riportata nel documento in oggetto, oltre a non essere supportata da alcun dato oggettivo risulta palesemente e irragionevolmente errata.

La tematica è stata oggetto recentemente di un disegno di legge governativo con finalità di contenimento del consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici e che va tutelato anche in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico. Secondo il DL la priorità del riuso e della rigenerazione edilizia del suolo edificato esistente, rispetto all’ulteriore consumo di suolo inedificato, costituisce principio fondamentale della materia del governo del territorio.

Tra i principi esposti, presenti anche nella procedura di VAS, è inoltre inclusa la valutazione delle alternative, mediante un'adeguata dimostrazione dell'eventuale impossibilità o eccessiva onerosità di localizzazioni alternative che riguardino il patrimonio edilizio esistente o comunque aree già interessate da processi di edificazione.

Ma neanche di queste ultime considerazioni non vi è traccia nella Verifica di Assoggettabilità.

Si richiede pertanto che in sede di VAS si produca una preventiva corretta e puntuale verifica degli effetti della Variante sul fattore ambientale "suolo".

Cordiali Saluti.

Stregna, 30 Agosto 2013

Movimento FreePlanine

Luca Postregna.

Queste invece le osservazioni sul commassamento fondiario.

All'attenzione del Sig. Sindaco

del Comune di Stregna

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Oggetto: osservazione alla variante 3 al PRGC, limite di commassamento fondiario

Il sottoscritto Luca Postregna, portavoce del Movimento FreePlanine per la tutela dei prati di Stregna, chiede di tenere in considerazione la seguente osservazione al documento adottato in merito alla Variante 3 al Piano Regolatore Generale Comunale.

Nei contenuti della delibeara di adozione della Variante 3 non è presente alcun riferimento alla commassamento fondiario ai fini della nuova edificazione degli edifici previsti, nè per i nuovi fienili, nè per le strutture agrituristiche.

É rilevante che numerosi comuni delle Valli del Natisone, con PRGC di recente approvazione, nei rispettivi piani regolatori prevedono norme atte a limitare il commassamento ad aree limitate per le strutture previste in zone agricole E (dal PRGC del Comune di Pulfero “La contiguità funzionale è riconosciuta per terreni agricoli ricadenti all’interno del territorio comunale e di proprietà o disponibilità dell’interessato ovvero posti al di fuori dei limiti comunali, ma in Comuni confinanti e purché sottoposti a disciplina omogenea, e comunque situati ad una distanza dall’area interessata dall’edificazione non superiore ad un chilometro in linea d’aria.”, dal PRGC del Comune di San Leonardo “Per gli interventi residenziali previsti si può computare ai fini edificatori la superficie delle aree funzionalmente contigue purchè queste aree siano comprese nelle Zone E2-A, E2-B, E4 e che rientrino nel raggio massimo di 1500 m dalla costruzione oggetto della concessione. Ai fini della determinazione delle volumetrie da realizzare, nel commassamento delle zonizzazioni diverse, si terrà conto degli indici relativi alle rispettive zone.”).

Si desidera segnalare inoltre le già espresse affermazioni del Sindaco in merito al commassamento fondiario. Infatti, nella delibera consigliare n. 21 del 31/8/2012 è riportato: “Del sindaco il quale rileva come la cessione di cubatura debba avvenire all'interno del Comune.”.

Considerato questo, per le nuove zone omogenee E3, si chiede di inserire una norma che limiti il commassamento fondiario entro 1500 metri e comunque non al di fuori del territorio comunale.

Cordiali Saluti.

Stregna, 30 agosto 2013.

Movimento FreePlanine

Luca Postregna


Al Sig. SINDACO del

Comune

33040 STREGNA (Ud)

Oggetto: Osservazioni alla Variante n° 3 al Piano Regolatore Generale

Comunale (PRGC)

Visto quanto asserito e promesso dal sindaco in occasione della discussione

relativa all’adozione della variante in oggetto si chiede che nelle norme di

attuazione di piano sia espressamente indicato quanto segue: nelle zone

omogenee E, ai fini edificabili, NON è consentito il commassamento di aree

agricole appartenenti agli stessi proprietari se dislocate in territori diversi dal

comune di Stregna.

Cordiali saluti.

Stregna 30.08.2013

Balus Matteo

Clodig Davide

Garbaz Claudio

Gariup Adriano

Qualizza Franco