FreePlanine: sull'istruttoria regionale alla variante, risultato raggiunto!!!

La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia del 17 maggio 2013 ha deliberato l'istruttoria alla proposta di variante n.3 al piano regolatore generale comunale (PRGC) di Stregna.

Il documento impone al comune di rivedere in maniera corposa i principali aspetti della proposta originale: dalla zonizzazione, agli obiettivi e strategie, alle norme tecniche di attuazione. Nell'elaborato sono riprese numerose osservazioni già presentate dai cittadini e dal Movimento FreePlanine.

[caption id="attachment_3233" align="aligncenter" width="590"]In direzione Oblizza, Dughe e Tribil Superiore dal Kalus, 22 maggio 2013 Dal Kalus in direzione Presserie, Oblizza, Dughe e Tribil Superiore, 22 maggio 2013[/caption]

I contenuti dell'istruttoria

L'elaborato si suddivide in due parti principali:

  1. un inquadramento urbanistico ed amministrativo, dove viene riportato puntualmente l'iter, dall'approvazione delle direttive di aprile 2012, all'adozione di settembre fino alla pubblicazione sul BUR di gennaio 2013, si marca ancora una volta le inadempienze dell'amministrazione di Stregna sia in termini di contenuti (mancanza della compatibilità geologica, procedura di VAS relativa ad una relazione prodotta a posteri) che di procedure (il comune aveva iniziato eroneamente l'iter per variante non sostanziale);
  2. analisi della variante e determinazione delle riserve vincolanti.

Approfondimento delle riserve

Merita di essere approfondita la discussione ed il ragionamento che ha determinato i contenuti che il comune deve integrare in fase di approvazione della variante:

  1. riproposizione del perimetro delle zone E3, in applicazione di nuovi criteri metodologici;

  2. nuovi obiettivi e strategie;

  3. modifiche e adeguamenti alle norme di attuazione.

Per quello che riguarda il primo punto, più volte il testo fa riferimento alla vecchia “prassi in uso negli anni di prima applicazione della LR n.52/1991 (Norme regionali in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica)” che sembra essere utilizzata nel documento adottato. Entrando nel merito, sottolinea che la proposta dell'amministrazione comunale deve essere modificata in termini di una corretta zonizzazione:

  • riconoscimento dello stato di fatto della superficie boschiva ai fini della sua salvaguardia;

  • individuazione delle zone dove applicare la LR n.10/2010 al fine del recupero dei terreni abbandonati e degradati, dove instaurare un regime di inedificabilità;

  • nei territori rimanenti riconoscimento delle funzioni agroforestali e di allevamento nel rispetto della morfologia e del paesaggio.

Nel secondo punto il comune viene sollecitato ad integrare gli obiettivi e le strategie del PRGC, indicando nuove linee per le “Aree di pregio paesaggistico”. Ho provato a cercare nella legislatura regionale una definizione per tali aree, senza successo. Come suggeritomi, credo che il buon senso di ogni cittadino possa assolutamente aiutare in questo.

Nel* terzo ed ultimo punto*, la regione richiede la modifica delle norme tecniche di attuazione. Prima segnala il rischio di proliferazione dei fienili, per i quali inizialmente viene solo indicata un generico volume pari agli edifici presenti, poi, sempre in termini volumetrici, per quello che riguarda gli agriturismi, denuncia l'incompatibilità della proposta con la normativa di settore di riferimento LR n.25/1996 “Disciplina dell'agriturismo” . Infine richiede l'integrazione della “svista” dell'amministrazione di Stregna per quello che riguarda il divieto di cave e discariche.

Commenti

Oltre all'ambiguità del termine “Aree di pregio paesaggistico”, della quale si trova solo qualche accenno (spesso si parla invece di tutela paesaggistica), ho qualche rammarico:

  1. nonostante la pianificazione territoriale non abbia competenza diretta, è stato detto poco a proposito della procedura di VAS (che è obbligatoria in quanto si tratta un aumento dell'indice di fabbricabilità fondiaria) e sul fatto che l'asseverazione geologica non sia passata per l'adozione in consiglio comunale come richiesto dalla normativa vigente;

  2. la Sovraintendeza ai beni culturali e paesaggistici non ha segnalato la presenza nella zona di variante di una chiesa votiva e delle trincee risalenti alla prima guerra mondiale.

Allo stesso modo mi hanno lasciato positivamente sorpreso i riferimenti “all'insieme-unione Valli del Natisone ed alle sue peculiarità storico-culturali” oltre all'indicazione della necessità di individuare nella zonizzazione le aree di intervento della LR n. 10/2010 per il ripristino dei terreni abbandonati.

Balza inoltre all'occhio come le riserve espresse dalla regione vadano nella direzione di rispetto e di tutela del paesaggio, piuttosto che  nell'interesse del privato che vuole costruirsi il suo agriturismo e la sua casetta in un terzo di ettaro, in barba all'interesse del bene comune.

Qualcuno mi ha detto che “poteva andare meglio”, avrebbero potuto vietare di costruire, ma credo comunque che la strada indicata dalla regione sia tutto sommato corretta. All'amministrazione di Stregna non hanno bocciato la proposta, ma di certo ci sono andati molto vicini.

Ed ora?

L'ipotesi che l'amministrazione Veneto voglia proseguire sulla strada intrapresa non è da scartare, dopotutto hanno dimostrato già la loro caparbietà presentado per ben tre volte l'adozione.

Per quello che riguarda il Movimento FreePlanine credo che nelle prossime settimane verrà organizzato un incontro nel quale discutere questi risultati con la popolazione, considerando che sicuramente questo non verrà fatto da parte dell'amministrazione del sindaco Veneto. Infine nel mese di giugno proveremo ad organizzzare ancora una passeggiata sui prati di Tribil, sicuramente una buona occcasione per festeggiare il risultato fin qui raggiunto.

Nelle prossime settimane mi prometto di approfondire il clima politico/amministrativo che ha caratterizzato il travagliato iter di questa variante.

Fare casino serve.

Grazie.