FreePlanine: ancora un'osservazione sulla mancanza parere geologico

Dopo i casini combinati dall'amministrazione di Stregna, tra errata pubblicazione sul BUR e mancanza del parere geologico, seguita dalla riapertura dei termini per la presentazione delle osservazioni alla variante n.3 al PRGC di Stregna, la scorsa settimana ho consegnato agli uffici competenti una nuova osservazione, appunto, nel quale si discute la forma ed i contenuti del documento "asseverazione geologica e geologico tecnica"

La scorsa settimana  il settimanale NoviMatajur ha pubblicato un ottimo articolo riassuntivo delle ultime vicende legate alla variante n.3 al piano regolatore di Stregna, ed in particolare sulle cause dei ritardi dell'avanzamento dell'iter della modifica urbanistica.

Di seguito il testo dell'ultima osservazione presentata:

Al Sindaco del Comune di Stregna

al Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

alla Regione autonoma Friuli Venezia GiuliaDirezione centrale, infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici, Servizio pianificazione territoriale

alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna, Servizio geologico

Stregna, 15 marzo 2013

Oggetto: osservazione alla variante n.3 al PRGC di Stregna

Il sottoscritto Luca Postregna, nato a Cividale del Friuli il 7 aprile 1984, residente in via Postregna 6, 33040 Stregna (UD), in rappresentanza del gruppo spontaneo di cittadini “Movimento FreePlanine”, chiede di tenere presente la seguente osservazione in merito all'adozione della variante n.3 al piano regolatore generale comunale (PRGC) di Stregna.

A seguito di un approfondimento del testo e degli allegati alla delibera del Consiglio Comunale n.27 del 28 settembre 2012, avente per oggetto “Adozione variante n.3 al PRGC”, in una precedente osservazione di data 9 novembre 2012, si evidenziava il fatto che ”… non risultano assolte le prescrizioni di cui all’art. 16 della LR 16/2009 Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio. La Variante n.3 non risulta infatti corredata né dal parere geologico di cui al comma 1 né dall’attestazione di compatibilità di cui al comma 4”. Considerato che con la Variante in oggetto si ammettono, relativamente alle zone omogenee E3, nuove edificazioni rispetto al PRGC vigente (ex zone E2.1) per il quale in tali zone “sono vietati interventi edilizi e infrastrutturali …”, non essendo la medesima supportata dalla preventiva valutazione di compatibilità alle condizioni geologiche ed idrauliche del territorio così come prescrive la legislazione regionale vigente in materia, si segnalava che l’atto deliberativo era fortemente carente, non rispettoso della tutela del territorio e comunque non rispettoso delle leggi vigenti.

Ora, a seguito della ripubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale (BUR) n° 7 del 13 febbraio 2013, disposta a seguito di una esplicita richiesta della compatibilità geologica da parte del Servizio pianificazione territoriale (in quanto precedentemente assente) e della successiva produzione di una “asseverazione geologica e geologico-tecnica” a firma del geologo dott. Droli di data 12.01.2013, fermi restando i contenuti della precedente osservazione, si formulano i seguenti ulteriori rilievi e considerazioni.

Innanzitutto un rilievo di natura formale: il documento “Asseverazione geologica e geologico-tecnica” non sembra rispettare i dettati dell’art. 16 della LR 16/2009 “Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio”. Ciò in quanto lo strumento dell’asseverazione è possibile, secondo il comma 4 dell’art. 16, per le sole aree di cui all'art. 15, comma 3, lettera a) e cioè: "aree sicure ai fini edificatori o infrastrutturali che, sulla base della conoscenza del territorio, all'atto della predisposizione dello studio di cui al comma 2, non risultino caratterizzate da situazioni di pericolosità sotto il profilo geologico, idraulico e valanghivo". Ma le aree oggetto della Variante n° 3, per stessa dichiarazione dell’estensore dell’asseverazione oltre come indicato nella zonizzazione del piano regolatore vigente, comprendono anche alcune aree per le quali è necessaria l’osservanza dell’inedificabilità, in altre parole “aree pericolose ai fini edificatori o infrastrutturali che, sulla base della conoscenza del territorio all'atto della predisposizione dello studio di cui al comma 2, risultino caratterizzate da situazioni di pericolosità sotto il profilo geologico, idraulico e valanghivo”, come le definisce l'art. 15, comma 3, lettera c), esattamente il caso che il comma 5 dell’art. 16 demanda a “previo parere geologico emesso dalla struttura regionale competente in materia”.

Nel merito del contenuto dell'asseverazione, a pag. 3, si dichiara che "l'area in esame è in buona parte compresa nelle zone analizzate dallo studio geologico generale" del 2005 (quello di supporto al PRG vigente), aree visibili nelle Fig. 1 e 2 allegate all'asseverazione.

Tralasciando l'evidente errore di riferimento delle aree soggette a variante, che sono rappresentate in giallo ancorché in "verdino chiaro" come scritto nell'asseverazione, il riferimento alle zone già analizzate dallo studio geologico generale non appare molto coerente se si considera quanto riportato proprio nello studio geologico generale del 2005, a pag. 9, quando si dichiara che "sono state prese in considerazione le sole aree situate in corrispondenza delle fasce d'interesse stradale e delle località abitate con le rispettive aree adiacenti". É d'altronde comprensibile che lo studio geologico generale del 2005 si limitasse alle aree edificabili secondo il PRG vigente, ma la Variante n. 3 interessa altri territori che erano in precedenza inedificabili e perciò in parte non considerati neppure nella Tav. 5 "Carta della zonizzazione di massima del territorio".

É per tale motivo che lo strumento dell'asseverazione, redatta senza alcun specifico approfondimento per i territori rientranti nelle zone E3 della Variante n. 3 rispetto allo studio geologico generale del 2005, appare sostanzialmente non coerente.

In sostanza per la Variante n. 3 non si tratta di confermare uno studio geologico, con conseguente parere geologico regionale, in quanto già espresso come se si fosse in presenza di un piano attuativo già previsto dallo strumento urbanistico generale, considerato che con la Variante si ammettono, relativamente alle zone omogenee E3, nuove edificazioni rispetto al PRGC vigente (ex zone E2.1) per il quale “sono vietati interventi edilizi e infrastrutturali …”.

Quindi per la Variante n° 3 non è sufficiente l’asseverazione ma è necessario un nuovo parere geologico, emesso dalla struttura regionale competente in materia.

Un ulteriore aspetto deriva dal constatare che l’asseverazione è sottoscritta da un geologo iscritto all’Ordine regionale e non “attestata dal professionista estensore dei relativi progetti di piano”, come richiede il comma 4 dell’art. 16 della LR 16/2009, che così recita: “nelle aree di cui all'articolo 15, comma 3, lettera a), la compatibilità fra le previsioni dello strumento di pianificazione urbanistica comunale e dei piani attuativi comunali, nonché delle relative varianti, con le condizioni geologiche, idrauliche e valanghive risultanti dalla classificazione del territorio regionale, è attestata dal professionista estensore dei relativi progetti di piano, sulla base degli studi di cui al comma 2”.

Rimarcando la constatazione che il tema della verifica della compatibilità delle previsioni della Variante n° 3 con le condizioni geologiche e idrauliche del territorio non è stata minimamente affrontata già in sede di adozione della Variante, in evidente spregio della legislazione regionale vigente in materia, si evidenzia che solo a seguito dei rilievi mossi si produce a posteriori un documento che almeno dal punto di vista formale presenta più di una perplessità.

Considerato infine che l’art. 63 bis, comma 3, lettera e) della LR 5/2007 include espressamente lo “studio della situazione geologica, idraulica e valanghiva del territorio al fine di poter valutare la compatibilità ambientale delle previsioni di piano” tra gli elaborati che costituiscono lo strumento urbanistico generale (o la Variante come nel caso in esame) ci si chiede infine come mai il documento “Asseverazione geologica e geologico-tecnica” non risulta incluso tra gli elaborati della Variante n° 3 e non sia comunque mai stato sottoposto a formale adozione da parte del Consiglio Comunale.

Ancora oggi risulta quindi valida l’affermazione contenuta nella precedente osservazione del 9 novembre 2012, che integralmente si ripropone: “Considerato che la stessa valutazione di compatibilità alle condizioni geologiche ed idrauliche del territorio risulta essere prerogativa indispensabile alla delibera di adozione della Variante n.3 al PRGC di Stregna, si chiede se non sia opportuna una revoca di quest'ultima. Si comunica inoltre che, nell'eventualità la Variante n° 3 non dovesse essere corredata dalla preventiva valutazione di compatibilità alle condizioni geologiche e idrauliche del territorio, l'intenzione è quella procedere al Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia per richiedere l'annullamento della delibera di adozione della Variante n° 3 al PRGC di Stregna”.

Distinti saluti,

Luca Postregna