FreePlanine: l'osservazione sulla Valutazione Ambientale Stretegica

[caption id="attachment_2877" align="aligncenter" width="625"] i prati di tribil (fonte http://goo.gl/uWyx3)[/caption]

Di seguito si desidera approfondire l'osservazione presentata a proposito della mancanza della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la quale dovrebbe contenere considerazioni sull'impatto ambientale della variante 3 al PRGC di Stregna.

Quello presentato è un documento piuttosto tecnico, nel quale dovrebbero emergere gran parte delle motivazioni che confermerebbero che quello che si sta consumando a Stregna è l'anticamera di uno scempio ambientale, anche se il tecnico incaricato, l'arch. Marcello Rollo di Udine, riconosce come unico effetto sull'ambiente un "limitato consumo del suolo", senza prendere in minima considerazione gli effetti sulla biodiversità, sulla flora e sulla fauna, sull'acqua, sull'aria ed il rumore.

Al Sindaco

del Comune di Stregna

Municipio

33040 Stregna, Udine

Oggetto: osservazione alla variante n.3 al PRGC di Stregna

Il sottoscritto Franco Simoncig, nato a Aiseau (B) il 28 aprile 1960, residente a Stregna n.18, in rappresentanza del gruppo spontaneo di cittadini “Movimento FreePlanine”, chiede di tenere presente la seguente osservazione in merito all'adozione della variante n.3 al piano regolatore generale comunale (PRGC) di Stregna.

Per quanto attiene l’Allegato 3 “Verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica” (VAS) della Variante n.3, innanzitutto è da rilevare che l’oggetto della verifica è diverso dalla Variante n.3 adottata. In particolare nel paragrafo 2.2 “Descrizione delle caratteristiche della Variante” le modifiche alla normativa riportate, oggetto della successiva verifica di assoggettabilità, sono diverse da quelle riportate nell’elaborato “Relazione integrativa” (questo aspetto verrà affrontato anche di seguito).

Ci si chiede pertanto se la valutazione riferita al primo testo normativo sia confermata o meno rispetto alle modifiche introdotte con la relazione integrativa. Ma di ciò non v’è traccia sia negli elaborati della Variante né nella delibera di adozione.

Si chiede pertanto che la procedura di VAS sia svolta rispetto al testo corretto della Variante n.3.

Analizzando la normativa in materia di VAS si evidenzia che l’art.3 della LR 11/2005, recependo la direttiva 2001/42/CE, assoggetta a tale procedura i piani (e le varianti) “aventi effetti significativi sull’ambiente”.

Con la LR 16/2008 si precisa che nel caso di varianti non sostanziali agli strumenti urbanistici vigenti la decisione è demandata all’autorità competente sulla base di una specifica relazione avente i contenuti di cui all’Allegato 1 alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006.

Nel caso specifico la Variante n.3 risulta non sostanziale solo nella procedura e ciò in virtù dell’art. 63bis, comma 21 della LR 5/2007. In realtà la Variante, comportando la modifica dello schema strutturale e della flessibilità del Piano (cfr. pag. 5 dell'elab. Allegato 1) è da ritenersi sostanziale.

Risulta pertanto applicabile, secondo il comma 2 dell’art. 6, la procedura di VAS così come descritta dall’art. 11 del D.Lgs. sopra citato.

Nel testo della delibera di adozione è completamente assente ogni riferimento alla procedura di VAS ed alle determinazioni assunte dall’autorità competente in ordine alla verifica della significatività dell’impatto sull’ambiente della Variante n.3. Non è infatti sufficiente la sola presenza di una relazione di verifica di assoggettabilità (di seguito analizzata e commentata) né tanto meno una sorta di autocertificazione del professionista incaricato.

Nel merito dei contenuti dell’Allegato 3 “Verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica”, l’affermazione “non emergono problemi di carattere ambientale derivanti dalle modifiche proposte, anche per le puntuali prescrizioni normative inserite” risulta offensiva per il comune lettore, insensata e comunque priva di qualsiasi fondamento.

Due sono le ragioni principali:

  • la Variante consente di intervenire indifferenziatamente nelle zone omogenee E3, caratterizzate dalla presenza di habitat prativi di rilevanti valori naturalistico-ambientali;
  • la Variante contiene prescrizioni normative esclusivamente rivolte alla minimizzazione degli impatti paesaggistici, mentre il medesimo apparato normativo disattende totalmente tutte le altre componenti ambientali (naturalistiche, faunistiche, idrogeologiche, ecc.).

Come ha segnalato al Movimento FreePlanine il Professore emerito Livio Poldini dell’Università di Trieste le superfici prative “supportano una parte considerevole della biodiversità locale” ed è compito delle comunità locali quello di preservare tali formazioni in quanto esposte a “utilizzi devianti rispetto ai fini per cui sono sorte”.

Ed ancora “i finanziamenti messi a disposizione di progetti pianificatori aventi come scopo parcheggi ed agriturismi, meglio sarebbero stati impiegati a valutare le possibilità di altri impieghi della biomassa disponibile, per es. a delineare programmi di reintroduzione dell'allevamento zootecnico, ormai quasi del tutto assente dalle Valli del Natisone, o all'utilizzo dei fieni per la produzione di biomasse da integrare con il legno estratto dai boschi circostanti, che per buona parte rimangono non utilizzati o sottoutilizzati andando incontro a fenomeni degenerativi. In buona sostanza sarebbe meglio che tali finanziamenti venissero volti alla elaborazione di piani agro-silvo-colturali che dovrebbero contenere al loro interno la presenza degli agriturismi”.

Analoghe affermazioni contenute nel paragrafo 3 “Caratteristiche degli effetti” della verifica di assoggettabilità, quali “le modifiche non influiranno nella biodiversità in quanto esse riconoscono una suscettività di fatto già in uso” e “la riclassificazione zonizzativa operata e le destinazioni d’uso ammesse non comporteranno ricadute negative significative sulla flora e sulla fauna locale” e la dichiarazione che non si rilevano effetti relativamente alle componenti biodiversità, flora e fauna, paesaggio fanno evidente forte contrasto con il senso generale della LR 9/2005 “Norme regionali per la tutela dei prati stabili naturali”, con l’inclusione di tali formazioni negli habitat di interesse comunitario come individuati nell’Allegato I della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

In ordine poi all’asserito “limitato consumo di suolo”, l’affermazione appare inesatta se si considera che con la Variante in oggetto la potenzialità teorica in termini di nuova edificazione è di almeno 630x450mq = ha 28,35 (il 15% circa della superficie complessiva delle zone omogenee E3), dato sicuramente in difetto in quanto non considera le nuove edificazioni di fienili per i quali la Variante non fissa alcuna limitazione al numero complessivo realizzabile.

La Verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica in sintesi:

  • non contiene una valutazione corretta degli impatti ascrivibili alle azioni della Variante;
  • non riconosce minimamente il valore e la vulnerabilità degli ambiti assoggettati alla Variante, interessati dalla presenza di speciali caratteristiche naturali;
  • è priva di valutazioni attendibili in ordine ai criteri fondamentali fissati dall’Allegato 1 alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006;
  • è priva degli atti di competenza dell’autorità competente e di pareri dei soggetti competenti in materia ambientale;
  • non è stata messa a disposizione del pubblico interessato affinché possa esprimersi.

Considerando in particolare che la procedura VAS non è stata affrontata in alcun atto deliberativo dell’Amministrazione comunale si evidenzia che l’adozione della Variante n.3 non è rispettosa delle leggi nazionali e comunitarie vigenti.

Considerato quindi l'impatto ambientale (naturalistico, floristico, fuanistico, paesaggistico, idrogeologico, ecc) che la Variante in oggetto potrebbe produrre sul territorio si chiede la revoca della stessa, o in subordine si chiede che la Variante n.3 sia preventivamente assoggettata alla procedura di VAS così come previsto dalle leggi vigenti.

Stregna, 15 novembre 2012

Franco Simoncig