FreePlanine: le osservazioni sulle direttive e sulla compatibilità con i beni culturali ed il paesaggio

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Diverse osservazioni presentate da esponenti del Movimento FreePlanine basano le loro argomentazioni sui documenti allegati alla delibera di adozione della variante n.3 al PRGC.

Di seguito, con due osservazioni/opposizioni, si approfondisce

  • le direttive (cioè il documento con il quale il consiglio comunale si impegna a perseguire la modifica al PRGC) ed il riconoscimento dello stato di fatto delle aree interessate dalla variante;
  • la compatibilità della proposta di variante  con i beni culturali e paesaggistici.

Se non altro, la presa d'atto di questi documenti dovrebbe permettere di ridurre in maniera molto significativa le superfici interessate dalla variante 3, principalemente per il riconoscimento dell'esatta superficie boschiva interessata e di beni culturali con chiese e trincee della prima guerra mondiale.

L'analisi delle direttive di variante

È molto interessante in questo contributo la sottolineatura del passaggio dalle zone omogenee E2.1, nelle quali l'obiettivo prioritario è l'inedificabilità finalizzata alla tutela paesaggistica, alle zone omogenee E3 nelle quali è possibile costruire.

Al Sig.Sindaco del Comune Stregna

Oggetto: osservazione/opposizione alla variante n.3 al PRGC di Stregna

I sottoscritti,

Sergio Balus, nato a Stregna il 24 ottobre 1950, residente a Stregna in via Tribil Superiore 12,

Liliana Stulin, nata a Stregna il 31 gennaio 1956, residente a Stregna in via Tribil Superiore 12,

in qualità di proprietari dei fondi nell'ambito interessato dalla modifica urbanistica, in particolare:

particelle 601, 699, 771, 387, 772, 467, 472 foglio 6

ed in rappresentanza del gruppo spontaneo di cittadini “Movimento FreePlanine”, chiedono di tenere presente la seguente osservazione/opposizione in merito all'adozione della variante n.3 al piano regolatore generale comunale (PRGC) di Stregna.

Si desidera fin da subito manifestare la generale contrarietà alla proposta di variante n.3, in quanto si ritiene che le opere edificatorie previste non sono rispettose dell'ambiente, del paesaggio e del territorio.

Si chiede dunque lo stralcio della proposta di variante n. 3 al PRGC.

Nell'eventualità non venisse considerata questa richiesta si desidera porre all'attenzione quanto segue.

Le direttive per la formazione della Variante n.3 sono state esplicitate nella deliberazione del Consiglio Comunale n.11 del 24.04.2012. In sintesi, prevedono l’aggiornamento dell’assetto normativo delle zone agricole, con particolare riguardo a quelle di preminente interesse silvo-pastorale (zone E2.1), in funzione di una incentivazione dell’attività agricola e zootecnica, con la possibilità di prevedere l’insediamento di fabbricati di servizio, anche senza la previsione di localizzazione di allevamenti e “ … va valutata l’opportunità di consentire altre forme di utilizzo economico complementari … sempre e comunque, nel rispetto delle valenze paesaggistiche presenti”.

Ponendo a confronto le direttive con i contenuti della Variante n.3 emerge in primo luogo come la riperimetrazione delle zone omogenee E3 (ex E2.1 del PRG vigente) non sia stata supportata da motivazioni esplicitate nelle direttive, ma giustificata nella relazione generale da un generico riconoscimento dello stato di fatto (incremento della superficie boschiva). Tale riperimetrazione riguarda la sola zona E3 limitrofa a Tribil Inferiore, ridotta per una superficie di circa 10,9 ha.

In verità come si può agevolmente verificare dalle ortofoto Agea 2011, le zone omogenee E3 di variante presentano nel complesso un’elevata percentuale di superfici boschive, presenti soprattutto nella zona tra Tribil Superiore, Polizza e Gnidovizza, mentre presso Tribil Inferiore permangono importanti superfici prative.

Se si voleva proprio riconoscere lo stato di fatto si sarebbe potuto sovrapporre tali ortofoto sulla base catastale ottenendo con ciò, aiutati dalla conoscenza di base delle tecniche della fotointerpretazione, una precisa delimitazione delle superfici prative, come mostrano le immagini di sotto riportate.

[caption id="attachment_2858" align="aligncenter" width="300"] ortofoto agea 2011 dei prati di tribil inferiore[/caption]

[caption id="attachment_2859" align="aligncenter" width="258"] ortofoto agre 2011 dei prati di tribil superiore[/caption]

Un secondo aspetto deriva dall'indicazione, contenuta nelle direttive, di una "incentivazione dell'attività agricola e zootecnica". Nella Variante n.3 l'obiettivo è perseguito con la sola previsione di nuovi interventi di incentivazione a tale tipo di attività (agriturismi e nuovi fienili). A supporto di tale scelta è individuata la sola possibilità di "valorizzazione dei siti interessati". Si passa quindi, senza un’analisi del settore e delle aree interessate, dall’obiettivo prioritario del PRGC vigente dell'inedificabilità finalizzata alla tutela paesaggistica alla valorizzazione dei siti quale soluzione miracolistica al grave abbandono in atto, senza una contemporanea ed adeguata integrazione finalizzata a definire forme di tutela dell'ambiente interessato.

Si chiede pertanto che la Variante n.3 sia adeguatamente supportata dalla documentazione corretta dello stato di fatto, come d’altronde richiedono le stesse direttive assunte per la redazione della Variante medesima.

Stregna, 15 novembre 2012

Sergio Balus

Liliana Stulin

La compatibilità con i beni culturali e paesaggistici

In questa osservazione si sottolinea la carenza del riconoscimento dell'effettiva superficie boschiva , della mancanza di segnalazione di beni culturali come la chiesa di San Giovanni e le trincee della Grande Guerra. È notevole anche il commento sulle potenzialità edificatorie.

al Sindaco del Comune di Stregna

al Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

alla Regione Friuli Venezia Giulia Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna

Servizio tutela beni paesaggistici

al Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia

alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia

Oggetto: Osservazione alla Variante n.3 al piano regolatore generale comunale, compatibilità con i beni culturali e paesaggistici

Il sottoscritto Luca Postregna, nato a Cividale del Friuli il 7 aprile 1984, residente in via Postregna 6, 33040 Stregna (UD), in rappresentanza del gruppo spontaneo di cittadini “Movimento FreePlanine”, sorto spontaneamente sul tema della difesa del paesaggio e dell’ambiente, chiede di tenere presente la seguente osservazione in merito all’adozione della variante n.3 al piano regolatore generale comunale (PRGC) di Stregna.

La Variante coinvolge direttamente i luoghi che meglio caratterizzano il paesaggio, la natura e la cultura delle Valli del Natisone.

Come significativamente rappresenta la località “Planino” nei pressi di Tribil inferiore, i luoghi interessati dalla Variante n.3 sono costituiti da estese superfici prative (testimonianza del paesaggio storico delle Valli), incuneate tra ampie superfici boschive, con la presenza di fenomeni carsici (cfr. ad esempio la grotta di Planino, censita al n.2534 del catasto regionale delle grotte), borghi ad elevata dominanza paesaggistica (come li definisce il nuovo Piano regionale di governo del territorio), beni culturali (quale ad esempio la chiesetta cinquecentesca di San Giovanni - vedi scheda A1741 del Centro di Catalogazione di Villa Manin), testimonianze della Grande Guerra (quali le trincee) ed anche una realtà etnoantropologica ancor viva di lingua e tradizioni.

La documentazione fotografica che si riporta in allegato può dare solo una sensazione dei valori e della ricchezza che tale area esprime.

Rispetto al PRGC vigente che perseguiva l’obiettivo della conservazione delle caratteristiche paesaggistiche ed ambientali e vietava nuovi interventi edilizi ed infrastrutturali, la Variante n.3 prevede la realizzazione di nuovi edifici per attività agrituristiche (con conseguenti interventi infrastrutturali) e di nuovi fienili. Tale possibilità è concessa indiscriminatamente entro i 190 ettari complessivi di estensione della zona omogenea E3. Le norme prevedono, per ciuscun intervento, un lotto minimo di mq. 3.000, con una volumetria massima di mc. 2.925 ed un’altezza massima, misurata all’intradosso dell’ultimo solaio, di m. 6,50.

Considerando tutte le zone omogenee E3 di Variante si consente teoricamente la realizzazione di mc 1.842.750 di nuove edificazioni, pari ad oltre 630 agriturismi, escluse le ulteriori volumetrie potenziali relative ai nuovi fienili per i quali non vengono peraltro definiti limiti al numero complessivo, proprio nelle aree di maggiore qualità paesaggistica e naturalistica del territorio comunale. Non si ritengono sufficientemente definite infine le prescrizioni normative finalizzate a garantire l'integrazione paesaggistica degli interventi.

L'elaborato Allegato 4 contiene la valutazione dell'impatto paesaggistico della Variante n.3 sui beni paesaggistici di cui alla Parte Terza del D.Lgs. 42/2004. E' innanzitutto da evidenziare che i beni paesaggistici citati nella relazione (Rugo Utrique e una modesta area boscata) sono solo una parte dei beni effettivamente presenti nelle zone omogenee E3 di Variante, che comprendono, come precedentemente evidenziato, oltre ad un’elevata percentuale di superfici boschive anche diversi beni culturali di cui alla Parte Seconda del Decreto sopracitato.

La valutazione dell'impatto paesaggistico delle previsioni della Variante n.3 è frettolosamente risolta con la motivazione che gli interventi, "data la limitatezza delle potenzialità edificatorie consentite, non comportano alterazioni particolarmente rilevabili della morfologia del terreno" e che, comunque, la normativa adottata garantisce l'integrazione paesaggistica degli interventi.

Le potenzialità edificatore però come sopra descritto sono oggettivamente tutt'altro che limitate!

Considerato che nel Comune di Stregna il patrimonio edilizio esistente è caratterizzato da un elevato sottoutilizzo e che molti degli edifici esistenti potrebbero essere riutilizzati per tale nuova destinazione d’uso appare del tutto inopportuna la previsione urbanistica di intaccare così pesantemente ed in modo assolutamente indifferenziato una porzione così consistente delle aree di elevato pregio paesaggistico del territorio comunale.

Valutati quindi gli irreversibili effetti che nuovi interventi edificatori possono avere sul patrimonio culturale e peasaggistico si chiede la revoca della proposta di variante n.3, o in subordine si chiede un'adeguata e completa valutazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio interessato dalla variante n.3 al PRGC di Stregna, consentendo la realizzazione di agriturismi in tutto il territorio comunale solo mediante il riuso del patrimonio edilizio esistente.

Stregna, 16 novembre 2012

Luca Postregna