Radiazioni nucleari ionizzanti
Pubblicato: 2011/04/20 Archiviato in: Life is, University & Research | Tags: Mondo, nucleare 3 Commenti »Questa mattina abbiamo partecipato ad un corso di radioprotezione presso elettra, il sincrotrone di Trieste.
E’ durato poco meno di tre ore (senza pause sic!) e gli argomenti toccati sono stati interessanti e, nonostante le poche ore di sonno precedenti, hanno catturato l’attenzione. Le slide delle proiezioni sono disponibili sul sito di elettra qui.
Si è parlato dell’origine degli studi sulle radiazioni a cavallo agli inizi del ’900, e degli effetti che le radiazioni ionizzanti hanno casuato nell’ultimo secolo in particolare sull’uomo e sui tessuti biologici. Successivamente ci si è concentrati sul caso particolare di elettra e dei suoi sistemi di sicurezza a riguardo.
Durante la discussione ci sono stati molti riferimenti alle radiazioni nucleari in medicina, nella vita reale ed ovviamente qualche accenno ai recenti incidenti nucleari in Giappone. Ci si è divertiti a tirar giù qualche appunto sulle pricipali fonti di radiazioni nucleari ionizzanti, cioè quelle potenzialmente dannose per i tessuti biologici, alle quali si è soggetti nella vita quotidiana.
L’unità di misura, il Sievert.
Per misurare gli effetti delle radiazioni sui tessuti biologici l’unità di misura di riferimento è il http://it.wikipedia.org/wiki/Sievert il quale esprime l’energia assorbita per unità di massa (J/Kg), quindi non la radiazione emessa dalla sorgente radiottiva. Una misura in Sievert normalmente è anche riferita ad un tempo di esposizione, cioè giorni, mesi, anni, ecc.
Ad ognuno la sua dose di radiazioni ionizzanti giornaliera.
La radiazione nucleare ionizzante naturale, e non si abbia paura di utilizzare il termine nucleare, deriva pricipalmente dal radon presente nel sottosuolo e dalla radiazione cosmica. Ognuno di noi ne sta assorbendo la sua dose giornaliera. In media, ciascun essere unamo assorbe circa 2.5mSv/anno di radiazione nucleare ionizzante naturale.
In ospedale.
Una normale TAC in ospedale rilascia qualche decina di mSv, mentre una TAC full-body rilascia fino a 100mSv.
Una TAC full-body ogni sei mesi ha un altissima probabilità di beccare un tumore presente nel nostro corpo e permettere quindi di intervenire sullo stesso in tempi rapidi. Allo stesso tempo è statisticamente provato che qualche parte su migliaio di persone che sono state soggette ad una TAC si prende un tumore a causa di questa.
Una radiografia rilascia qualche decimo di mSv.
Una mammografia di screening rilascia circa 1mSv di radiazioni ionizzanti.
Sul posto di lavoro.
Per le normative di radioprotezione sui posti di lavoro, un operatore esposto non può essere soggetto a radiazioni ionizzanti per più di 20mSv all’anno. Nel nostro luogo di lavoro la dose di assorbimento vale circa 0.5µSv/h.
Altrove.
Un’altro dato molto interessante è la variazione della radiazione di origine cosmica in funzione della quota. A livello del mare si assorbe circa 0.03mSv/h, salendo con la quota a circa 4000m si assorbono qualcosa come 0.2mSv/h, a 12000m (un volo ad alta quota) si assorbono circa 5mSv/h.
Conclusioni.
Tutte queste quantità vanno ovviamente sommate lungo l’intervallo di tempo considerato.
Ovviamente i tessuni biologici, come buona parte del copro unamo, reagiscono in maniera differente ai diversi tipi ti radiazione ionizzante. Ad esempio, considerando le radiazioni emesse dall’incidente nucleare di Fukushima, uno degli effetti collaterali risulta l’eccessiva esposizione ad un isotopo radioattivo dello Iodio che, per le sue caratteristiche attacca molto bene le nostre tiroidi.
Ora dovrebbe essere più o meno chiaro qual’è la quantità di radiazione nucleare ionizzante alla quale è normalmente soggetto un essere umano durante le sue normali attività.
Per dovere di cronaca, la centrale nucleare di Fukushima ha rilasciato qualcosa come qualche centinaio di mSv/h, estremamente localizzate, all’ingresso della centrale si misurano circa una decina di mSv/h. La nube radioattiva che ha raggiunto l’Europa conseguentemente ha rilasciato radiazione ionizzante dell’ordine del mSv e meno.
LP
ps: mi riprometto che nelle prossime settimane proverò a scrivere qualche riga sul nucleare in Italia…
Wikileaks che tiene per le palle l’America
Pubblicato: 2010/08/03 Archiviato in: Comunications, Internet & Networking, Politics | Tags: Anonimato, Mondo, Security Lascia un commento »wikileaks's logo
Su molti giornali stranieri stanno tenendo banco le vicende legate a Julian Assange ed ad alcuni suoi collaboratori, in qualità di responsabili dei contenuti pubblicati su http://www.wikileaks.org/. Per rendervi conto degli argomenti trattati dal sito vi invito ad ascoltare un’intervista audio di radioradicale.it ad Assange.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata, lo scorso 26 luglio, la pubblicazione de “Afghan War Diary, 2004-2010″, una raccolta di documenti riservati scappati di mano al Pentagono.
Il governo degli Stati Uniti ha condannato la pubblicazione di queste notizie, ed è scontato che stà intraprendendo azioni per limitarne la pubblicazione e la diffusione. Da parte sua wikileaks, al fine di salvaguardare i suoi obiettivi di trasparenza, ha reso disponibile sul suo sito e sul circuito torrent il file criptato insurance, minacciando di rendere pubblica anche la chiave per accedere alle informazioni contenute in esso nei casi in cui fosse accaduto qualcosa ad Assange oppure se il sito wikileaks.org non fosse risultato raggiungibile negli Stati Uniti.
Quest’oggi è apparso sul Washingont Post un editoriale molto critico nei confronti del sito e dei suoi responsabili. C’è chi si chiede quanto vale la pena la pubblicazione di notizie “sensibili” (come il video di un bombardamento americano che ha causato un centinaio di vittime civili), se paragonate alla conseguenze che possono precludere (come le repressioni nei confronti dei cittadini afghani che hanno collaborato contro la lotta ai talebani).
In seguito al crack economico del 2008, a loro spese gli islandesi che ospitano wikileaks potrebbero essere i primi ad aver capito che la circolazione della verità è il primo strumento per contrabbattere ogni forma di totalitarismo o potere occulto che sia.
Altra cosa che mi perplime è lo scarso risalto che i media italiani stanno dando alla vicenda, forse eccessivamente concentrati sulla politica nostrana.
Non centra molto con questi fatti, ma colgo l’occasione per ribadire un concetto che ho già avuto modo di trattare su queste pagine: qualsiasi forma di censura preventiva riguardo la divulgazione dell’informazione sulla rete risulterà comunque inutile.
LP
the wall is down?
Pubblicato: 2009/11/09 Archiviato in: Politics | Tags: Europa, Mondo, Stregna Lascia un commento »
Qui il muro non è ancora caduto, per molti.
LP



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