Radiazioni nucleari ionizzanti

simbolo della presenza di radiazioni nucleari ionizzanti, fonte wikimedia

Questa mattina abbiamo partecipato ad un corso di radioprotezione presso elettra, il sincrotrone di Trieste.

E’ durato poco meno di tre ore  (senza pause sic!) e gli argomenti toccati sono stati interessanti e, nonostante le poche ore di sonno precedenti, hanno catturato l’attenzione. Le slide delle proiezioni sono disponibili sul sito di elettra qui.

Si è parlato dell’origine degli studi sulle radiazioni a cavallo agli inizi del ’900, e degli effetti che le radiazioni ionizzanti hanno casuato nell’ultimo secolo in particolare sull’uomo e sui tessuti biologici. Successivamente ci si è concentrati sul caso particolare di elettra e dei suoi sistemi di sicurezza a riguardo.

Durante la discussione ci sono stati molti riferimenti alle radiazioni nucleari in medicina, nella vita reale ed ovviamente qualche accenno ai recenti incidenti nucleari in Giappone. Ci si è divertiti a tirar giù qualche appunto sulle pricipali fonti di radiazioni nucleari ionizzanti, cioè quelle potenzialmente dannose per i tessuti biologici, alle quali si è soggetti nella vita quotidiana.

L’unità di misura, il Sievert.

Per misurare gli effetti delle radiazioni sui tessuti biologici l’unità di misura di riferimento è il http://it.wikipedia.org/wiki/Sievert il quale esprime l’energia assorbita per unità di massa (J/Kg), quindi non la radiazione emessa dalla sorgente radiottiva. Una misura in Sievert normalmente è anche riferita ad un tempo di esposizione, cioè giorni, mesi, anni, ecc.

Ad ognuno la sua dose di radiazioni ionizzanti giornaliera.

La radiazione nucleare ionizzante naturale, e non si abbia paura di utilizzare il termine nucleare, deriva pricipalmente dal radon presente nel sottosuolo e dalla radiazione cosmica. Ognuno di noi ne sta assorbendo la sua dose giornaliera. In media, ciascun essere unamo assorbe circa 2.5mSv/anno di radiazione nucleare ionizzante naturale.

In ospedale.

Una normale TAC in ospedale rilascia qualche decina di mSv, mentre una TAC full-body rilascia fino a 100mSv.

Una TAC full-body ogni sei mesi ha un altissima probabilità di beccare un tumore presente nel nostro corpo e permettere quindi di intervenire sullo stesso in tempi rapidi. Allo stesso tempo è statisticamente provato che qualche parte su migliaio di persone che sono state soggette ad una TAC si prende un tumore a causa di questa.

Una radiografia rilascia qualche decimo di mSv.

Una mammografia di screening rilascia circa 1mSv di radiazioni ionizzanti.

Sul posto di lavoro.

Per le normative di radioprotezione sui posti di lavoro, un operatore esposto non può essere soggetto a radiazioni ionizzanti per più di 20mSv all’anno. Nel nostro luogo di lavoro la dose di assorbimento vale circa 0.5µSv/h.

Altrove.

Un’altro dato molto interessante è la variazione della radiazione di origine cosmica in funzione della quota. A livello del mare si assorbe circa 0.03mSv/h, salendo con la quota a circa 4000m si assorbono qualcosa come 0.2mSv/h, a 12000m (un volo ad alta quota) si assorbono circa 5mSv/h.

Conclusioni.

Tutte queste quantità vanno ovviamente sommate lungo l’intervallo di tempo considerato.

Ovviamente i tessuni biologici, come buona parte del copro unamo, reagiscono in maniera differente ai diversi tipi ti radiazione ionizzante. Ad esempio, considerando le radiazioni emesse dall’incidente nucleare di Fukushima, uno degli effetti collaterali risulta l’eccessiva esposizione ad un isotopo radioattivo dello Iodio che, per le sue caratteristiche attacca molto bene le nostre tiroidi.

Ora dovrebbe essere più o meno chiaro qual’è la quantità di radiazione nucleare ionizzante alla quale è normalmente soggetto un essere umano durante le sue normali attività.

Per dovere di cronaca, la centrale nucleare di Fukushima ha rilasciato qualcosa come qualche centinaio di mSv/h, estremamente localizzate, all’ingresso della centrale si misurano circa una decina di mSv/h. La nube radioattiva che ha raggiunto l’Europa conseguentemente ha rilasciato radiazione ionizzante dell’ordine del mSv e meno.

LP

ps: mi riprometto che nelle prossime settimane proverò a scrivere qualche riga sul nucleare in Italia…


Dal Piccolo:"Fisica: sei studenti conquistano una nota rivista internazionale"

E’ uscito sul Piccolo, un noto quotidiano di Trieste, un’articolo riguardante un lavoro che ho svolto assieme ad alcuni colleghi qualche mese fa. Qualche giorno fà, questo è stato pubblicato sulla rivista internazionale New Journal of Physics.

Il testo dell’articolo del Piccolo di Trieste è per ora raggiungibile nella rassegna stampa dell’università Torvergata di Roma, in particolare al seguente link.

Appena sarà disponibile on-line provvederò alla pubblicazione sul blog.

LP

ps: della serie quando bullarsi non è mai troppo.


Il primo di tanti?

Ci si ricorda il post pubblicato circa un anno fa dal titolo The first beamtime – Superesca ad Elettra?

Bene, quell’esperienza ha dato finalmente i suoi frutti, non è cosa da tutti i giorni che un gruppo di laboratorio del quarto anno di fisica pubblichi un articolo scientifico su una rivista internazionale di livello come New Journal of Physics.

Dopo quasi un anno i risultati e la gratificazione sono giunti, il risulato è reperibile al link seguente: http://www.iop.org/EJ/abstract/1367-2630/11/6/063002.

Mentore di questo successo è sicuramente il prof. Alessandro Baraldi, al quale và il mio ringraziamento per aver organizzato il progetto.

Felice prima pubblicazione a tutti!

LP