Elettrodotto Udine-Okroglo per le Valli del Natisone

Traliccio spezzato

Traliccio spezzato

La scorsa settimana, sul sito dom.it, è stato pubblicato un articolo che riprendeva un’intervista al sindaco di San Leonardo Giuseppe Sibau a proposito dell’elettrodotto 380KV Udine(ITA)-Okroglo(SLO) che dovrebbe attraversare le Valli del Natisone, ed in particolare la valle dell’Erbezzo ed i comuni di Stregna e San Leonardo.

Sembra si fosse messa una pietra sopra questo progetto, ma probabilmente non è così. Quello che è certo è che entro il 2018 questo elettrodotto da qualche parte deve essere costriuto.

Se c’è una ricchezza per le Valli del Natisone è proprio il fatto che non sono presenti infrastrutture che hanno intaccato il paesaggio, e questo in passato ha sicuramente influito negativamente sul loro sviluppo economico. Ma sono comunque convinto che un opera come quella di un elettrodotto aereo da 380KV può portare solo un ulteriore degrado per tutta la popolazione.

Spero che gli amministratori delle Valli del Natisone (per quello che possono contare) con l’aiuto di quelli dei comuni limitrofi italiani (Cividale, Moimacco, ecc) e sloveni (Tolmino, Caporetto, ecc) facciano sentire forte un unica voce di contrarietà a questo progetto, anche instaurando una comunicazione chiara con la popolazione.

Ho la sensazione che sentiremo parlare molto di questo nei prossimi mesi.

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23 pensieri su “Elettrodotto Udine-Okroglo per le Valli del Natisone

  1. Traduzione per sommi capi di parte del piano di sviluppo Sloveno 2007-2016.

    Materiale che gli Sloveni hanno pubblicato nel 2007.

    “Gli Italiani propongono di far entrare la linea da Robedischis, sopra Montefosca in comune di Pulfero. Gli Sloveni ritengono la proposta Italiana troppo impattante per la valle di Caporetto e con maggiori problemi tecnici, altri percorsi preferibili per gli Sloveni sarebbero, Solarie (Drenchia) Livek (Cepletischis), e Robic (Stupizza)”.
    L’ area di Caporetto ogni anno ha almeno 40.000 pernottamenti.
    Mi chiedo: quando sarà il momento di decidere si rinuncerà ai 40.000 pernottamenti del Caporettano? o i 200 (forse) della valle di San Leonardo?

  2. paradossalmente passeremo tempi bui. i politici non sono scemi. legare consumo elettrico a progresso non lo fa piu’ nessuno da anni. solo che capita che a governarci ci siano i banchieri che dei dinosauri dell’enel ne sono i proprietari.

  3. Ciò che mi perplime maggiormente sono i silenzi, i tempi morti nel dibattito. I cittadini dovrebbero essere informati maggiormente sui mostri ecologici che gli amministratori di ogni livello costruiscono sulle loro teste.

  4. Le informazioni che stanno pubblicando Dom e Novi Matajur sono pubbliche da almeno 3 anni,. Tutto tace a livello politico perchè le cose andranno per le lunghe, il problema dei politici sono i famosi 5 anni……
    L’unica cosa certa è che l’elettrodotto Udine – Okroglo si farà, si parla del 2017- 2020, ed è solo per la crisi globale che non è già operativo, Inizialmente doveva essere costruito entro il 2009, poi il 2011, 2012 siamo arrivati al 2017 e qualcuno (terna) no fà previsioni ma dice semplicemente a lungo termine…..
    A Proposito, un ‘anteprima che non ho ancora sentito in giro lo sapevate che saranno costruite due linee parallele? Che riusciranno a trasportare 1500 MW ?

  5. Molto interessante quest’ultimo link del sito della regione. Ci ho dato un’occhiata veloce. Nei prossimi giorni procederò sicuramente con ulteriori approfondimenti.

  6. Ciao Ragazzi,
    il problema dell’elettrodotto turba anche a me e parecchio. Originario da parte materna delle Valli, ho vissuto per 25 anni in periferia di Udine, per poi lavorare prima fuori regione e quindi all’estero. Dopo circa 10 anni di viaggi, sono rientrato in Italia e “ho scelto” di vivere nelle valli vicino alle mie origini. Pensavo di essere sereno, ma la vita è piena di sorprese.
    Questa dell’elettrodotto è davvero una brutta sorpresa: bisogna assolutamente fare qualcosa per fermare o adattare il progetto all’ambiente. Occorrerebbe avere notizie più certe circa il tracciato. Si potrebbe ricorrere a qualche petizione pubblica (es. http://www.petizionepubblica.it), magari sensbilizzando anche le persone che vengono nei fine settimana nelle Valli, ad esempio con una campagna di manifesti nei ristoranti e/o locali frequentati.
    Questo elettrodotto “non s’ha da fare..” Un caro saluto a tutti
    Andrea Max

  7. Ti ringrazio del tuo intervento.
    Sembra che allo stato attuale poco si stia muovendo.
    Un’opera di sensibilizzazione sulla questione elettrodotto degli abitanti delle Valli sarebbe neccessaria ed auspicabile prima che sia troppo tardi.

    Inoltre sarebbe interessante ottenere qualche informazione più consistente anche dai vertici regionali.

  8. Ciao Luca,

    ho trovato questo nuovo interessante articolo: http://www.dom.it/il-ministero-sloveno-lelettrodotto-si-fara-e-attraversera-la-benecia/

    Sarebbe proprio interesante sapere quale sia il punto di attraversamento del confine citato nell’articolo:

    “(…) Milan Jevšenjak, sosteneva: «Con i partner italiani (Terna, ndr) abbiamo raggiunto l’accordo sul punto di attraversamento del confine, che per la Slovenia è relativamente vantaggioso, dato che per noi accorcia il percorso. Con questo il tracciato è definito in linea generale, mentre la localizzazione precisa sarà stabilita nella procedura di inserimento nel piano urbanistico statale, che viene espletata dai ministeri competenti». (…)”

    A livello regionale secondo me si sanno più cose di ciò che si voglia fare credere (leggi intervento di Riccardi nel citato articolo). Dato che Eles e Terna hanno trovato un accordo sul punto di attraversamento, trovo difficile credere che non si sappia proprio nulla al riguardo in regione.

    Sarebbe anche utile contattare il citato “Forum za zgornje Posočje” ed organizzare campagne di informazione simili e/o congiunte anche qui da noi. So che esisteva un comitato contro l’elettrodotto Udine Okroglo con sede a San Pietro al Natisone, sarebbe il caso di contattarlo, rafforzarlo e sapere come poter contribuire..

  9. Ciao Luca,

    da quello che so il “comitato transfrontaliero contro elettrodotto Okroglo-Udine ovest” fu istituito anni fa, quando l’idea dell’elettrodotto fu lanciata per la prima volta. Ho saputo della sua esistenza sul sito del Cordicom, che mi ha anche fornito il contatto del suo referente di allora (che se vuoi ti posso girare). Il Cordicom mi spiegato che il comitato è stato un po’ dormiente negli ultimi anni, in quanto l’idea sembrava essere stata “accantonata” dalla Regione. Ho contattato direttamente il referente, che mi ha confermato di non avere grosse novità da allora.

    A proposito di comitati, ho appena trovato un altro contatto interessante, il comitato per la Vita del Friuli Rurale: http://www.frontefriulano.org/rassegna.asp?ID_RASSEGNA=499&ID_AREA=0 Sembrano molto agguerriti, e a buon ragione, perchè costruire un elettrodotto senza il consenso delle persone che vivono nelle zone coinvolte è effettivamente contrario alle norme comunitarie. Credo che la strada legale sia l’unica che viene ascoltata dalle istituzioni, ma purtroppo se non si agisce in massa può essere molto dispendiosa.

    Teniamoci aggiornati, un saluto intanto

    • Ti ringrazio molto del tuo intervento, molto interessante anche il link al fronte friulano.
      Provvederò a mettermi in contatto con entrambi.

  10. Ciao Luca, hai novità? Sei riuscito per caso a trovare un conatto per il Comitato per la Vita del Friuli Rurale (Aldevis Tibaldi)? Un caro Saluto, Andrea (amatzori at hotmail.com)

    • SE NON VOGLIAMO CHE ACCADA ANCHE DA NOI DOBBIAMO AGIRE.. ADESSO.. ANDREA MAX

      “Il ministero dell’Ambiente ha dato l’ok per la compatibilità ambientale, al progetto dell’elettrodotto aereo Redipuglia-Udine Ovest. Il disco verde arriva come un fulmine a ciel sereno, perché nessuno si aspettava, in questo momento, una decisione sulla linea da 380 mila volt proposta dalla società Terna, visto che fino a pochissimi giorni fa sembrava si dovesse ricominciare da capo, dopo che la giunta regionale aveva fatto proprio l’ordine del giorno, proposto da più consiglieri, riguardante l’interramento della linea.
      Infatti una mozione firmata da De Mattia e Razzini (Lega Nord), Tesolat e Venier Romano (UDC), Travanut e Brandolin (PD), che fanno riferimento a forze di maggioranza e di opposizione proponeva di rivedere il tracciato proposto da Terna che avrebbe un forte impatto territoriale.
      La mozione chiedeva la revisione del progetto in modo da prevedere l’interramento della linea (almeno in parte) e l’eventuale nomina di un soggetto terzo, super partes, in grado di rivedere il progetto proposto da Terna.
      Dura la reazione del Comitato per la vita del Friuli rurale, il cui referente, Aldevis Tibaldi, definisce quanto accaduto una ennesima beffa, anche perché la mozione bipartisan che sosteneva l’interramento della linea era stata per un periodo ignorata, «forse – sostiene Tibaldi – per prendere tempo».
      «Questa vicenda – commenta Tibaldi – ha dell’incredibile se si pensa che dopo una notte trascorsa a Piazza Oberdan, sede della Regione, dedicata all’assestamento di bilancio, alle 7.30 del 29 luglio la giunta del Fvg aveva finalmente fatto suo l’ordine del giorno per l’interramento dell’elettrodotto. Sembrava scongiurato il provvedimento ministeriale che giaceva sul tavolo del ministro Prestigiacomo da svariati mesi e che avrebbe reso vano ogni successivo approfondimento o modifica progettuale.
      Invece, il ritardo accumulato dall’esecutivo regionale ha permesso di farsi beffe della Lega Nord e dell’UDC, e di far emettere il deprecato decreto di compatibilità ambientale con millimetrico anticipo sulla determinazione regionale.
      La via legale a questo punto, ma anche quella politica per ottenere l’interramento dell’elettrodotto Redipuglia-Udine ovest è l’unica soluzione. Dopo la proposta del Comitato per la vita del Friuli rurale di fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro il progetto aereo dell’elettrodotto, ora i sindaci, su suggerimento dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, si rivolgeranno nuovamente al presidente della Regione, Renzo Tondo.
      La richiesta è di non accettare l’intesa in occasione della conferenza che verrà convocata dal ministro Romano.
      La Telenovela va avanti assicurando al Comitato, ai Sindaci locali e a tutta la popolazione di Pavia di Udine pieno appoggio all’interramento di questo ECOMOSTRO.

      Dec 16, 2011 02:43 AM

      La Battaglia non è persa ma il Ministero ha dato il suo via libera alla questione e Terna nelle zone interessate dal passaggio ha cominciato il disbscamento.
      Confidiamo ancora perchè si possa far qualcosa, siamo disposti a fare le barricate se servirà.”

      (tratto da http://www.liquida.it/aldevis-tibaldi/)

  11. CIAO LUCA, SPERO TU TUTTO BENE.TI RIPORTO UN ARTICOLO INTERESSANTE RIGUARDO UN RECENTE INCONTRO FRA REGIONE ED INDUSTRIALI DEL FVG CIRCA GLI ELETTRODOTTI IN REGIONE.UN CARO SALUTO

    Gli industriali interessati ad entrare nell’affare dell’energia ricattano il Friuli e presentano il conto: Tondo non li delude e, seduta stante, promette rigassificatori ed elettrodotti. Ma la legalita’ dove e’ finita?

    Colto da un delirio di onnipotenza, il vertice regionale ha dato all’ARPA il compito di progettare le alternative all’elettrodotto Redipuglia Udine ovest e di estrarre dal cilindro un “superconsulente” di fiducia che sia in grado di zittire i sindaci e sottrarli alla tentazione di ricorrere al TAR: poco importa se a gestire l’inghippo sono due amministrativi ed un esperto di zanzare e molluschi. L’importante è che ad essere prescelto non sia un tecnico indicato dai Comuni, bensì un vecchietto ottantenne che non abiti troppo lontano dagli uffici romani della TERNA. Ed ecco saltar fuori un professore universitario della Sapienza, tale Francesco Iliceto pronto a imbambolare un gruppo di sindaci privi di competenze, subito convocati lunedì pomeriggio.
    L’importante è tenere fuori dalla partita i presidenti di Provincia che potrebbero polarizzare i sindaci, e soprattutto il Comitato, specialmente dopo il maldestro tentativo di incriminarlo per tenerlo fuori dai giochi.
    Eppure, il Comitato vigila e scopre che il superconsulente in realtà è nientemeno che il padre di un dirigente della TERNA, l’ingegner Antonio (business development International manager). Sono cose che succedono a chi è colto dal delirio di onnipotenza e stima i Friulani dei cretini.

    di Aldevis Tibaldi

    da “Comitato per la Vita del Friuli Rurale” 04.05.2012

    • grazie mille per i tuoi contributi, spero davvero che la stampa locale (messaggero, gazzettino in primis) inizino a trattare l’argomento come si deve.

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